Roberto, scrittore

Intervista all’autore

Intervista del Caffè letterario

A CURA DI SILVIA PATTARINI – Dicembre 2019

Intervista a Roberto Marzioli, autore del romanzo Il cielo dietro l’orizzonte, il primo capitolo della serie “Vita, amore e dintorni”: «Citando Umberto Eco, scrivo per il bisogno di dare un senso all’immensità delle cose».

 

Roberto Marzioli, benvenuto nel web magazine culturale gli scrittori della porta accanto – non solo libri. Entriamo subito nel vivo di questa intervista. Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore da cui è scaturito Il cielo dietro l’orizzonte? Cosa ti affascina e ti ispira?

Buongiorno a tutti e buongiorno Silvia. Grazie per l’ospitalità all’interno di questa rubrica.
Per quanto mi riguarda, la spinta che porta a scrivere un romanzo non viene da una scintilla o da una folgorazione improvvisa.
Nel mio caso le idee per una trama nascono da un processo di amalgama più o meno lento e, almeno inizialmente confuso, di sensazioni, immagini, ricordi, emozioni, pensieri, che poi vado a completare, modellare e organizzare.

La scrittura è stata una passione dell’adolescenza abbandonata nei primi anni di università.
L’ho recuperata dopo un infortunio che non mi ha permesso per lungo tempo di avere l’attività fisica come valvola di sfogo dal lavoro.
A questo si è associato un interesse che da sempre ho avuto per i sentimenti, le mille sfaccettature dell’animo umano, le emozioni.
Ho trovato poi una grande motivazione nel tornare a scrivere dalla lettura dei romanzi di Margaret Mazzantini, di cui ho apprezzato sia le trame che lo stile.

Mettendo insieme tutti questi aspetti e aggiungendo un po’ di fantasia e frammenti di episodi recuperati dalla memoria sono arrivato alla genesi de Il cielo dietro l’orizzonte.

Preciso che il romanzo, dal punto di vista della storia, non è autobiografico, anche se alcune situazioni psicologiche ed emotive vissute dai personaggi hanno un legame con il mio passato.
Penso comunque che ogni romanzo, a diversi livelli, abbia al suo interno qualcosa del suo autore.

 

Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?

Il mio esordio risale a qualche anno fa con il racconto Ciao, come stai? all’interno della raccolta noir La morte è fatta a scale, attualmente edita da Santi Editore.

Dopo questo breve viaggio nel mondo dei racconti sono passato ai romanzi.

Il cielo dietro l’orizzonte, romanzo pubblicato a fine 2018, è il primo di una serie di quattro dal titolo “Vita, amore e dintorni”.
Nel mese di maggio 2019 ho pubblicato il secondo romanzoNebbia e sabbia, e sto lavorando alla sistemazione del terzo dal titolo L’inafferrabile senso delle cose, pronto probabilmente tra la fine del 2019 e gli inizi del 2020.
Per quanto riguarda il quarto, ho redatto la scaletta e per la pubblicazione occorrerà aspettare almeno il 2021.

 

Il cielo dietro l’orizzonte, ci riveli qualche curiosità sulla trama?

Giovanni, il protagonista, è un ragazzo che ama divertimento e spensieratezza.
Anna e Elena sono due cameriere che il giovane incontra in un ristorante.
E poi c’è la figura enigmatica di Pietro, un vecchio che porta in gita turisti con la sua barca.

Il romanzo racconta le relazioni complesse che si instaurano tra i personaggi, narra di un triangolo amoroso, di solitudini che si incontrano e si scontrano, di una casa che custodisce un mistero, di segreti e tradimenti, di persone e situazioni che appaiono come non sono.

 

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o si propone esclusivamente di intrattenere piacevolmente il lettore?

Ho sempre un po’ di timore a parlare di messaggi contenuti all’interno di un mio romanzo.
Parlerei piuttosto di punti di vista che ho nei confronti della realtà.

Il tema del romanzo Il cielo dietro l’orizzonte è l’inganno e il tradimento, la diffidenza verso il prossimo.
Il mio parere a riguardo è che l’isolamento, lo scetticismo, la diffidenza non aiutano a vivere meglio.
Nelle nostra umanità, tutti siamo simili e interconnessi. Il romanzo vuol essere una coinvolgente storia d’amore e di forti sentimenti, ma anche una riflessione sulla vita e sugli inestricabili fili invisibili che ci uniscono.

 

Roberto Marzioli preferisce scrivere con carta e penna, o meglio la tastiera?

Nella scrittura di un romanzo seguo una metodologia suddivisa in varie fasi in cui alterno la scrittura con carta e penna a quella alla tastiera.

Utilizzo carta e penna prevalentemente nei momenti di creatività, p.es. per la raccolta delle idee, la caratterizzazione dei personaggi, la definizione dei nodi della trama e dei colpi di scena, le prime stesure del romanzoHo sempre con me una mini-penna e un block notes per annotarmi tutto quello che può servire: sono molto pratici e mi permettono di scrivere in ogni luogo e situazione.

Ricorro invece soprattutto alla tastiera per riportare a PC quanto raccolto su carta e penna e in alcune fasi particolari, come la definizione della scaletta e la prima suddivisione in capitoli, dove il computer mi aiuta a schematizzare e spostare blocchi di testo, oppure nelle fasi finali di editing e di correzione bozze, prima della pubblicazione.

 

Ti è mai capitato di doverti confrontare col famigerato “blocco dello scrittore”?
Come l’hai superato?

Il cosiddetto “blocco dello scrittoreesiste ma non va demonizzato, non è una malattia, può capitare, e quando capita non è perché ci sia qualcosa che non va in te. Semplicemente fa parte del processo creativo. Come superarlo? Ognuno ha il proprio metodo. Personalmente ho diverse soluzioni che mi aiutano a procedere nella scrittura quando sento di impantanarmi:

  • il rilassamento, durante il quale lasciare libera la mente di vagare e fare associazioni,
  • lo sport, possibilmente all’aria aperta,
  • la musica, in particolare Pink Floyd, Ludovico Einaudi, Mike Oldfield dei primi album,
  • la lettura di qualche capitolo dei miei autori preferiti,
  • la scrittura libera delle prime cose che mi passano per la mente,
  • un viaggio o una breve vacanza, nelle situazioni più difficili,
  • pensare sempre alla scrittura come passione e divertimento, anche se a volte costa fatica.

 

Roberto Marzioli, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e a nome degli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Crepi! Grazie a voi!
Un caro saluto!
Roberto Marzioli

Qui il link alla pagina web dell’intervista.

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